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Videocorso sul Trattamento dei disturbi alimentari Il videocorso offre una trattazione ampia dei disturbi alimentari dalla diagnosi alla terapia. Si rivolge a psicologi, psichiatri e operatori sanitari, offre un’ampia disamina sulla diagnosi, l’eziopatogenesi e lo sviluppo della patologia alimentare. Passando attraverso le complicanze medico internistiche della patologia alimentare e i trattamenti psicofarmacologici più efficaci  il corso si concentra particolarmente sulle  nuove tecniche evidence based di psicoterapia individuale e familiare e  le integra con gli interventi corporei più tipici delle psicoterapie di terza onda come l’EMDR e la psicoterapia sensomotoria evidenziando la necessità e la importanza dei trattamenti integrati.
Senza crediti ECM Questa versione del corso non consente l'accreditamento  ECM
Costo Il corso che non prevede più crediti ECM è in offerta a 59 ,euro comprese tutte le slide che accompagnano le lezioni
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Responsabile scientifico Dott.ssa Cecilia La Rosa, medico psichiatra cognitivo comportamentale.




Tutor  Dott.ssa Alessandra Salvini.  Mail: alessandra.salvini@teletu.it

Docenti
dott.ssa Cecilia La Rosa
dr. Armando Cotugno, medico psichiatra
dott.ssa Alessandra Salvini, psicologa
dr. Cristiano Ardovini, medico psichiatra
dott.ssa Micol Franco, psicologa
Dott.ssa Maria Ricci, psicologa
dott.ssa Maria Giuseppina Mantione, psicologa
Impegno del corso Il corso è sviluppato in 10 lezioni video della complessiva durata di 8-10 ore. Le video lezioni possono essere seguite in qualunque orario.
Contenuti delle 10 lezioni
1) La diagnosi, la dimensionalità del problema, le patologie concomitanti e il ruolo del sistema dell’attaccamento e dei sistemi motivazionali interpersonali nei disturbi alimentari dott. ssa Cecilia La Rosa
2) Scale di valutazione per i disturbi alimentari. Dott.ssa Alessandra Salvini
3) Ipotesi eziopatogenetiche: fattori sociali e particolare attenzione ai fattori familiari e al trauma. Dott.ssa Maria Ricci e dott.ssa Micol Franco
4 ) Le complicanze mediche nei disturbi alimentari. Dott. Cristiano Ardovini
5) La terapia psicofarmacologica nei disturbi alimentari. Dott. Cristiano Ardovini
6) Psicoterapia cognitivo comportamentale Dottor Armando Cotugno
7) La terapia familiare. Dottor Armando Cotugno
8) La terapia dello specchio. Dott. ssa Alessandra Salvini
9)  Interventi sul corpo collegati ai traumi: mindfulness EMDR, psicoterapia sensomotoria nei disturbi alimentari. Dott.ssa Cecilia La Rosa
10) Trattamenti integrati e co-terapie. Dott.ssa Maria Giuseppina Mantione
Professioni di riferimento
Medico*, Psicologo, Odontoiatra, Farmacista, Dietista, Educatore professionale, Igienista dentale, Assistente sanitario, Infermiere, Infermiere pediatrico, Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Specialità mediche* Neurologia, Neuropsichiatria infantile, Psichiatria, Psicoterapia, Dermatologia, Ematologia, Gastroenterologia, Geriatria, Mal. metaboliche e diabetologia, Medicina interna, Neuropsichiatria infantile, Pediatria, Igiene alimenti e nutrizione, Pediatria LS, Medicina generale, Scienza alimentazione e dietetica.
Realizzazione
Il Corso è realizzato da Apertamenteweb che si assume la responsabilità per i contenuti, la qualità e la correttezza etica di questa attività ECM.


LE ANTEPRIME
Lezione 1 - Cecilia La Rosa
Lezione 2 - Alessandra Salvini
Lezione 3 - Micol Franco, Maria Ricci
Lezione 4 - Cristiano Ardovini
Lezione 5 - Cristiano Ardovini
Lezione 6 - Armando Cotugno
Lezione 7 - Armando Cotugno
Lezione 8 - Alessandra Salvini
Lezione 9 - Cecilia La Rosa
Lezione 10 - Maria Giuseppina Mantione
IL LIBRO
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LA CO-TERAPIA NEI DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE: UN MODELLO COGNITIVO EVOLUZIONISTA
"La Co-terapia nei disturbi dell'alimentazione: una prospettiva cognitivo evoluzionista" di
Cristiano Ardovini, Cecilia La Rosa, Maria Giuseppina Mantione, Alessandra Muscetta, Maria Ricci.
Giovanni Fioriti Editore. Prezzo di vendita al di fuori dell'Offerta d'estate 16,00 euro


recensione di  Alessandra De Coro

Questo libro, pubblicato alla fine dell’anno scorso, è un volume collettaneo che raccoglie saggi firmati da diversi autori, ma è concepito, in realtà, come una presentazione unitaria di un modello teorico-clinico di intervento sui disturbi del comportamento alimentare, disturbi che, pur avendo tradizionalmente l’incidenza massima in adolescenza, sono sempre più frequentemente osservati anche negli adulti, giovani e meno giovani.
Come Giovanni Liotti sottolinea nella sua presentazione al volume,  “l’aspetto più originale del modello di co-terapia dei DA delineato in questo libro è il tentativo di fondarlo su una prospettiva unitaria” (p.IX), cioè la prospettiva cognitivo-evoluzionista. Gli Autori, infatti, riprendono il modello psicopatologico costruito in questi anni da Liotti e collaboratori, che coniuga la teoria cognitiva degli schemi interpersonali dissociati (Bucci, 1997) con la teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1988) e con la teoria dei sistemi motivazionali basata sulla psicologia evoluzionista (Liotti, 2001; Liotti e Monticelli, 2008; Liotti e Farina, 2011).
Il primo saggio è appunto un capitolo introduttivo sull’approccio diagnostico ai disturbi del comportamento alimentare, dove anche la rassegna della letteratura appare guidata da un filo conduttore piuttosto chiaro: possiamo comprendere la natura psicopatologica di questi disturbi solo se ampliamo la prospettiva dall’osservazione dei comportamenti all’indagine sulle rappresentazioni mentali (cognitivo-affettive-motivazionali) che quei comportamenti sottendono. Tali rappresentazioni (o schemi) costituiscono la base dei comportamenti interpersonali disfunzionali (in questo caso associati alla disregolazione delle condotte alimentari) e hanno origine dalle passate esperienze di attaccamento, in questo caso prevalentemente traumatiche. Sono proprio gli aspetti traumatici delle esperienze infantili, ripetutamente messi in luce nei casi clinici riportati dai diversi saggi contenuti nel volume, a giustificare il funzionamento dissociativo della mente di questi pazienti, suggestivamente esemplificato dalla fotografia riportata sulla copertina del libro: un burattino in legno in cui manca l’area anatomica del bacino, manca cioè il collegamento fra la testa e il busto, in alto, e le gambe, in basso. L’immagine rimanda così con evidenza all’interruzione delle connessioni fra cognizione, emozione ed azione, ma anche fra la mente e quelle sensazioni viscerali,  spesso concentrate nell’apparato digerente, che si ritiene siano il nucleo della vita affettiva nella primissima infanzia (si veda Bucci, 1997, ma anche Lichtenberg, 1989).
Tutti gli Autori degli altri quattro capitoli, dedicati rispettivamente all’esplicitazione della prospettiva teorica, alla discussione dell’alleanza terapeutica con questi pazienti, alla definizione del modello integrato di co-terapia e alla presentazione più estesa di due casi clinici, sono concordi nel riportare la constatazione che, nelle storie narrate dai pazienti con disturbi alimentari, la loro infanzia appare costellata da esperienze difficili nelle relazioni primarie, tali da provocare risposte traumatiche e disorganizzazione nei modelli di attaccamento. Si pone allora il problema clinico fondamentale: come ripristinare la possibilità di fiducia di questi pazienti nella relazione terapeutica, se la stessa alleanza terapeutica viene messa continuamente in discussione, quando pure riesca a formarsi, in virtù dell’angoscia sollevata ancora più intensamente dall’attivazione delle motivazioni di attaccamento? Il più delle volte, infatti, il sistema motivazionale di rango, con le sfide e le rotture relazionali implicate dall’attivazione della competizione, tende a prevalere su quello di attaccamento fino a rendere impossibile una sana cooperazione fra paziente e terapeuta.
La proposta di una co-terapia integrata, illustrata e discussa soprattutto nei capitoli 4 e 5 del volume, appare una risposta coraggiosa e complessa a questi interrogativi. Come scrivono Mantione e Ardovini nel capitolo 4, “la presenza di più terapeuti di certo incrementa la complessità della relazione ma, al contempo, ne diventa elemento protettivo” (p.53). La riattivazione di modelli relazionali disgreganti e disorganizzati, infatti, trova nella co-terapia la possibilità di risposte integrate grazie alla costante comunicazione fra i diversi terapeuti; la/il paziente vive se stesso come più attivo nella relazione con setting diversi e i terapeuti, grazie alla condivisione del modello e alla reciproca comunicazione, acquistano a loro volta maggiore sicurezza, proteggendosi dagli attacchi di una/un paziente diffidente.
Inoltre, la multidimensionalità del setting (dove due terapeuti “alleati”, psicoterapeuta e nutrizionista, si occupano in parallelo della mente e del corpo della stessa persona) permette alla/al paziente di riconoscere la dimensione corporea come re-integrabile in una rappresentazione di sé che spesso in questi disturbi è quella di un “puro spirito”, dissociato appunto dal corpo e dai suoi bisogni. D’altra parte, la possibilità di utilizzare due percorsi in parallelo offre alla/al paziente l’opportunità di riflettere sulle proprie difficoltà nel chiedere aiuto e nell’accogliere le indicazioni terapeutiche, che più spesso si verificano nella relazione con il nutrizionista, ma che possono nel tempo attivarsi di volta in volta nell’uno o nell’altro contesto.
Gli Autori indicano anche la possibilità di un terzo setting nell’organizzazione dell’intervento di co-terapia: l’attivazione di una psicoterapia di gruppo, che può rappresentare un passaggio di maturazione nel percorso terapeutico della/del paziente qualora si ravvisi necessario offrirle/gli una ulteriore possibilità di riflessione (grazie al rispecchiamento del gruppo) e di “sperimentazione concreta delle nuove modalità relazionali” nate negli altri contesti di terapia (p.62).
I casi clinici esposti e discussi estesamente nell’ultimo capitolo del libro, infine, aiutano il lettore a focalizzare ancor meglio l’attenzione sugli aspetti tecnici e sui possibili vantaggi della co-terapia proprio in quelle situazioni cliniche che presentano gravi difficoltà nell’instaurarsi dell’alleanza terapeutica, situazioni di cui i disturbi del comportamento alimentare rappresentano un’esemplificazione particolarmente significativa.

Riferimenti bibliografici
Bowlby, J. (1988): Una base sicura. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano 1989.
Bucci, W. (1997): Psicoanalisi e scienza cognitiva. Tr.it. Giovanni Fioriti, Roma 1999.
Lichtenberg, J.D. (1989): Psicoanalisi e sistemi motivazionali. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano 1995.
Liotti, G. (2001): Le opere della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionista. Raffaello Cortina, Milano.
Liotti, G., Farina, B. (2011): Sviluppi traumatici. Eziopatogenesi, clinica e terapia della dimensione dissociativa. Raffaello Cortina, Milano.
Liotti, G., Monticelli, F. (2008) (a cura di): I sistemi motivazionali nel dialogo clinico. Raffaello Cortina, Milano.


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